L’inizio dell’anno è sempre un momento particolare per chi fa impresa.
Le feste sono finite, il ritmo rallenta e c’è finalmente lo spazio per guardare i numeri dell’anno precedente e fare valutazioni più lucide su come muoversi nei mesi successivi.
In questi primissimi giorni di gennaio 2026, molti imprenditori stanno riflettendo sull’eCommerce, non per moda o entusiasmo, ma per capire se abbia davvero senso inserirlo nella propria attività in modo concreto e sostenibile.
Per rispondere seriamente, conviene partire dai dati, non dalle opinioni.
Il contesto attuale: l’eCommerce è diventato una normalità
In Italia, oltre 35 milioni di persone acquistano online e il valore complessivo del mercato eCommerce supera i 60 miliardi di euro all’anno.
Questi numeri non significano che tutti comprano tutto su internet, ma indicano chiaramente che l’acquisto online è entrato nella quotidianità delle persone.
Per un’azienda o un’attività locale questo significa una cosa precisa:
il cliente medio considera l’online uno dei modi più semplici per informarsi, confrontare e decidere, esattamente come entrare in un negozio.
Oggi la scelta avviene prima dell’acquisto, e spesso avviene online
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il momento della decisione.
Sempre più spesso il cliente:
- cerca informazioni online
- confronta prezzi e alternative
- verifica la disponibilità
- legge recensioni
Anche quando l’acquisto finale avviene in negozio, la scelta è già stata fatta prima.
Nel 2026, quindi, la presenza online non serve solo a vendere su internet, ma soprattutto a farsi trovare nel momento in cui il cliente decide.
Smartphone e marketplace: i primi punti di contatto con il cliente
Un altro dato importante riguarda gli strumenti utilizzati.
Lo smartphone è diventato il mezzo principale per cercare informazioni e fare acquisti, perché è immediato e sempre disponibile.
In parallelo, molte persone consultano marketplace ed eRetailer, non sempre per comprare subito, ma per:
- capire i prezzi
- confrontare prodotti
- orientarsi tra le alternative
Essere presenti su questi canali significa non sparire dalla prima fase del percorso di acquisto, quella in cui il cliente restringe le possibilità.
Perché sempre più piccole attività scelgono l’eCommerce
Dai dati emerge chiaramente che l’eCommerce non è più solo uno strumento per le grandi aziende.
Sempre più piccole imprese e attività locali lo adottano per motivi molto pratici.
In particolare, per:
- vendere anche quando il negozio è chiuso
- raggiungere clienti fuori zona
- gestire meglio la stagionalità
- non perdere vendite per mancanza di informazioni chiare
In molti casi l’eCommerce diventa un supporto al lavoro quotidiano, non una rivoluzione del modello di business.
Perché l’inizio dell’anno è il momento giusto per valutare questa scelta
I primi mesi dell’anno sono ideali per fare questo tipo di valutazioni, perché permettono di ragionare senza la pressione dei periodi più intensi.
A gennaio è possibile:
- analizzare con calma cosa ha funzionato
- capire se l’eCommerce può avere un ruolo reale
- partire in modo graduale, senza forzature
Chi rimanda spesso si trova a partire più avanti, nei mesi di maggiore attività, prendendo decisioni affrettate.
La domanda corretta da porsi nel 2026
Nel 2026 la domanda non è se “bisogna” fare eCommerce, ma:
👉 che ruolo può avere l’online nella mia attività?
Per alcuni sarà:
- un canale di vendita
Per altri: - un supporto al negozio fisico
Per altri ancora: - uno strumento di visibilità e chiarezza
Non esiste una soluzione uguale per tutti, ma una scelta che va fatta partendo dai dati e dalle abitudini reali dei clienti.
I numeri sull’eCommerce in Italia non servono a spingere decisioni affrettate, ma aiutano a comprendere come stanno cambiando le abitudini di acquisto.
All’inizio del 2026, valutare seriamente l’eCommerce significa osservare il proprio business con realismo e prepararsi ai mesi successivi con maggiore consapevolezza, evitando di farsi trovare impreparati davanti a un cambiamento che è già in atto.